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Palazzo Platonio

Il Palazzo Platonio è un altro edificio di spicco nel panorama architettonico di Farnese. Con il suo imponente portale, copia esatta in scala ridotta di quello superiore del Palazzo Farnese di Caprarola, il palazzo testimonia l'influenza della famiglia Farnese sull'architettura locale. Nel corso dei secoli, il Palazzo Platonio ha ospitato importanti figure e ha svolto un ruolo significativo nella vita amministrativa e sociale del paese

Palazzo Platonio

Con il suo imponente portale, copia esatta in scala ridotta di quello superiore del palazzo Farnese a Caprarola, era la residenza degli amministratori degli affari della Famiglia Farnese. Notizie certe del palazzo risalgono al 1570-1571: dall’archivio di Stato di Viterbo Studio Notarile Franciscus Cipolletta…”casa et fabbrica una per la strada che va a Santo Rocho qual fu del ospidale, il fu venduta per scudi cento da Galeazzo Farnese a Messer Muzio Platonio” originario di Borgo Val di Taro (Parma), apparteneva a una famiglia cospicua, imparentata con l’imperatore d’Austria, si era trasferito a Castro poi a Farnese. Nel palazzo nacque nel 1748 Andrea Platoni, ovvero Padre Samuele da Farnese, da Stefano Platoni e Lucrezia dell’antica e ricca famiglia Umani; fu “beato” ed esercitò l’ufficio di esorcista. Palazzo del Platonio appartenne alla stessa famiglia fino al 1826, poi Anna Umani sposò Alessandro Castiglioni di Ischia di Castro e gli eredi ne presero possesso. Alla fine dell’Ottocento vi abitò Pietro Castiglioni, sindaco di Farnese, che fu processato come fiancheggiatore del brigante Tiburzi.

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