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Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con annesso convento, fu edificata nel 1560 per volere di Giulia Acquaviva, moglie di Pier Bertoldo Farnese. Inizialmente dedicata a San Rocco e destinata ai Frati Minori, la chiesa assunse un ruolo significativo nella vita religiosa del paese.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Nel 1617, Mario Farnese, figlio di Giulia, ottenne dai frati il permesso di destinare il convento alle sue figlie, suor Francesca e suor Isabella, monache dell’Ordine di Santa Chiara. Da allora, la chiesa è divenuta sede del Monastero delle Clarisse, mantenendo viva la tradizione monastica fino ai giorni nostri.

Il complesso, organizzato intorno un bel chiostro, è un simbolo importante della committenza farnesiana. Nella chiesa, infatti, si possono ammirare affreschi relativi alle Storie della Vergine databili intorno la metà del sec. XVI: nel Matrimonio della Vergine Maria e Giuseppe sono raffigurati con le sembianze di Galeazzo Farnese e di Isabella degli Anguillara che contrassero matrimonio tra 1514 e 1518, mentre il sacerdote ricorda le fattezze di papa Paolo III, ovvero il potente Alessandro Farnese.

Sull’altare maggiore spicca la grandiosa pala d’altare raffigurante la Trinità con la Madonna i santi Francesco Chiara e angeli, ricondotta al pittore romano Agostino Masucci o Massucci e databile al sec. XVIII.
Di epoca e committenza farnesiana è l’Immacolata Concezione, attribuita a Antonio Maria Panico e risalente al primo decennio del XVII secolo e non si esclude che i personaggi della famiglia Farnese in primo piano siano stati realizzati dalla pittrice bolognese Lavinia Fontana, attiva a Roma tra 1604 e 1613.

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